Restrizione PFAS – consultazione

Restrizione PFAS – consultazione

Restrizione PFAS: avviata la consultazione pubblica sulla bozza di parere SEAC

Gentili Clienti,

desideriamo informarVi che il 26 marzo 2026 ECHA ha avviato la consultazione pubblica sulla draft opinion del SEAC (Committee for Socio-Economic Analysis) relativa alla proposta di restrizione dei PFAS. La consultazione resterà aperta fino al 25 maggio 2026.

Si tratta di una fase importante del processo REACH. Dopo la pubblicazione del dossier di restrizione PFAS nel marzo 2023 e la prima consultazione pubblica conclusasi nel settembre 2023, i due comitati scientifici di ECHA hanno proseguito la valutazione della proposta. Il RAC (Committee for Risk Assessment) ha adottato il proprio parere finale il 2 marzo 2026, mentre il SEAC ha concordato la propria draft opinion il 10 marzo 2026, ora sottoposta a consultazione pubblica. Al termine di questa fase, SEAC valuterà i contributi ricevuti e dovrebbe adottare il parere finale entro la fine del 2026; successivamente i pareri RAC e SEAC saranno trasmessi alla Commissione europea, che predisporrà la proposta normativa da discutere e votare nel REACH Committee.

È importante evidenziare che oggi non siamo più nella fase di discussione generale sulla restrizione, bensì in una fase molto più mirata. La consultazione attuale riguarda esclusivamente la draft opinion del SEAC e quindi gli aspetti socioeconomici, la disponibilità delle alternative e la loro fattibilità tecnica ed economica. Le osservazioni su hazard, emissioni e rischi non saranno considerate in questa consultazione, in quanto tali aspetti sono già coperti dal parere RAC adottato.

La consultazione prevede diverse domande settoriali, dedicate ai settori specificamente valutati da SEAC. Per i soggetti che dispongono di dati dettagliati su uno dei settori valutati, ECHA raccomanda espressamente l’utilizzo della survey corrispondente, poiché consente al Comitato di verificare o aggiornare in modo puntuale le proprie conclusioni.

Per le aziende questa consultazione è quindi particolarmente rilevante: è il momento utile per fornire a ECHA dati concreti su prestazioni richieste, assenza o inadeguatezza delle alternative, tempi di qualifica industriale, costi di conversione, impatto sui clienti e criticità tecniche specifiche.

Focus sul settore cromatura e metal plating
Per il settore metal plating and manufacture of metal products, SEAC distingue tra hard chrome plating (cromatura dura/funzionale), decorative chrome plating (cromatura decorativa) e altre applicazioni. Nella mappatura ufficiale della consultazione, la cromatura rientra infatti nel settore 04 e comprende l’uso dei PFAS come agenti bagnanti e soppressori di nebbie/fumi nei bagni galvanici.

Per la cromatura dura/funzionale, SEAC ritiene che vi siano evidenze sufficientemente forti di un basso potenziale di sostituzione all’entrata in vigore della restrizione, poiché molte alternative PFAS-free risultano ancora in fase di sviluppo o non ancora adeguatamente testate e idonee per l’uso da parte degli utilizzatori a valle. Per questo motivo, SEAC conclude che un divieto immediato non sarebbe proporzionato e ritiene necessaria una deroga di 5 anni dopo il periodo transitorio generale di 18 mesi.

Per la cromatura decorativa, invece, SEAC considera che le alternative siano ampiamente disponibili e fattibili, con alto potenziale di sostituzione, e conclude quindi che non sia giustificata una deroga specifica.

Dal lato del rischio, RAC conferma che nel comparto galvanico i PFAS sono impiegati soprattutto per ridurre la tensione superficiale e come mist suppressants per limitare la formazione di aerosol di Cr(VI) nei bagni di cromatura. RAC evidenzia inoltre che la letteratura disponibile supporta la presenza di emissioni significative di PFAS dal settore della cromatura, e conclude che le condizioni operative, le misure di gestione del rischio e il quadro regolatorio esistente non sono sufficienti a controllare adeguatamente le emissioni in questo comparto.

Considerata la rilevanza del dossier PFAS e il possibile impatto su numerosi settori produttivi, raccomandiamo alle imprese coinvolte di valutare attentamente la propria posizione e, ove opportuno, di predisporre un contributo tecnico ben motivato entro i termini previsti.

Restiamo a disposizione per supportarVi:

  • nell’analisi della Vostra posizione rispetto alla proposta di restrizione;
  • nell’individuazione della survey più appropriata;
  • nella predisposizione di osservazioni tecniche e socioeconomiche da trasmettere nell’ambito della consultazione.